Auto intervista di Maria Francesca Masi autrice del monologo ” L’imperatore di Capri”

Auto intervista di Maria Francesca Masi  autrice del monologo ” L’imperatore di Capri”

Martedì 11 febbraio, in aula magna, ho potuto rappresentare davanti ad alcune classi un monologo, scritto da me e interpretato con l’aiuto di Titania Bracaglia del 2^B e Greta Bovieri del 4^G, che partecipano al laboratorio di teatro.

Il monologo, con titolo “L’Imperatore di Capri”, è un resoconto, da parte dell’Imperatore Tiberio, degli eventi più significativi della sua vita.

 

Perché proprio Tiberio?

Non è una risposta che riesco a dare con certezza, ma credo che la sua figura sia una delle più complesse e interessanti. Non è passato alla storia come un personaggio positivo, ma la sua vita è piena di eventi e legami affettivi che mi hanno attirato: la solitudine, una costante in tutta la sua vita; il potere; l’amicizia con Seiano, che sarà una terribile condanna; il rapporto con la madre Livia. Credo sia un personaggio che può parlare ancora oggi e volevo indagarlo sotto una luce diversa.

 

Quanto tempo è stato necessario per completarlo?

Molto, ma è stato divertente. La fase di ricerca è continua, inizia qualche tempo prima di cominciare a scrivere, mentre la prima versione di questo testo è di più di un anno fa. Era molto più lunga e con eventi diversi, in alcuni punti, quindi è stata ridotta e riscritta dalla scorsa primavera fino ad adesso. L’idea di suddividere il testo a tre voci è invece del mio maestro di teatro, al quale avevo già chiesto di inscenarlo e che è stato molto gentile e disponibile.

 

Perché scegliere di usare il monologo e non un dialogo?

Il monologo è più intimo, credo che possa mettere a nudo completamente anche i personaggi più chiusi e difficili. Sicuramente è più lento e riflessivo, ma volevo che emergesse l’umanità di Tiberio, le vicende della sua vita che lo hanno segnato, e il monologo era la scelta migliore.

 

Mi piacerebbe ringraziare la professoressa Loffredi, che è stata la prima a pensare di proporlo anche qui a scuola, le ragazze con cui l’ho interpretato per essere state subito disponibili e avermi aiutata e le classi che hanno assistito alla rappresentazione.